Pavimenti in cotto a basso spessore
Cambiare il pavimento non è mai stato così facile

Il pavimento in cotto ha uno stile unico: piace a tutti e ben si adatta a location moderne quanto antiche, in interni come in esterni.
Le tradizionali tecniche di posa delle mattonelle in cotto sono naturali al 100% ma la necessità di creare un massetto molto alto di malta cementizia e sabbia per livellare la superficie del pavimento, appesantisce notevolmente la struttura e la rende impraticabile in alcuni contesti, ad esempio nei locali con riscaldamento a pavimento, dove trova un naturale impiego dovuto alle sue proprietà di elevata trasmittenza termica.

Bisognerà allora scegliere un cotto a basso spessore, anche fino ad 1 cm, a cui coniugare tecniche più moderne in grado di aggirare questo problema: stiamo parlando della ormai ben più diffusa posa incollata, che prevede l'utilizzo di collanti chimici e che permette di lavorare con spessori molto bassi. Questa tecnica è l'ideale per chi ha l'esigenza di incollare il nuovo pavimento direttamente su una superficie già esistente, poiché il collante è in grado di aderire su qualunque tipo di superficie, evitando di rialzarne troppo il livello.

1. Posa
Dopo lo studio del progetto, del disegno e dei contrasti desiderati, il procedimento prevede la stesura di un sottile strato di colla (2-3 mm) sulla superficie precedentemente livellata, dove verranno immediatamente posizionate le mattonelle.
In caso di posa di pavimentazioni esterne è bene procedere con un doppio incollaggio, applicando la colla sia sul piano che sulla superficie della mattonella che andrà a contatto.

2. Stuccatura
Il passaggio più delicato è quello della stuccatura: il cotto è un materiale per sua natura poroso e assorbente ed è dunque facile che si macchi con il fugante. Si può risolvere questo problema bagnando le mattonelle con acqua pulita fino a saturazione - tenendo conto che bisognerà attendere due-tre settimane prima di procedere con il trattamento - oppure utilizzando degli idro-repellenti (prefuganti) , soluzione più veloce che dà subito il via alla successiva operazione del trattamento. Entrambe le tecniche risultano efficaci, ma andrà comunque fatta attenzione a rimuovere con una spugna bagnata gli eccessi di stucco sopra il cotto prima che si asciughino.

Il fugante usato potrà essere di due tipi: esistono infatti malte premiscelate con granulometria controllata, che andranno bene per mattonelle in cotto realizzate industrialmente, oppure cemento pozzolanico mischiato a sabbia di fiume, soluzione consigliata in caso si stia posando un cotto artigianale. In ogni caso sarà importante assicurarsi che lo stucco sia omogeneo e della giusta densità poiché se dovesse risultare troppo liquido si andrà incontro a spaccature in fase di asciugatura, e se fosse troppo duro non si riuscirebbe a colmare interamente le fessure.

3. Trattamento e lucidatura
Una volta asciugato lo stucco si potrà procedere nel trattamento del cotto con differenti agenti (quali antimuffa, antimacchia, idro-repellenti ecc..) e con la lucidatura, effettuata con una macchina mono spazzola. Oppure si potrà decidere di tenerlo al naturale, considerate però il fatto che in questo modo, a causa della sua porosità e assorbenza, si sporcherà e rovinerà facilmente.

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