Pavimenti per interni
Come riconoscere un cotto di qualità

Quando si parla di cotto di qualità si fa di sicuro riferimento al vero cotto artigianale fatto a mano.
Quello è il cotto, la cui tradizione affonda le sue radici nella storia, che potremmo dire sia vecchio quanto l’uomo.
Ne è testimonianza tutta l’archeologia giunta fino a noi, costruzioni e suppellettili e tutta l’architettura tradizionale italiana, soprattutto di epoca medievale e rinascimentale.
Nella nostra zona, cioè nell’Italia Centrale, la produzione del cotto è stata fondamentale per l’economia locale per moltissimo tempo e il cotto ha rappresentato il materiale da costruzione per eccellenza di tutto quello che vediamo intorno a noi in un ipotetico viaggio fra le bellezze dei paesini e delle città di questi luoghi.

paese

La produzione del cotto aveva, nei decenni scorsi, subito una leggera battuta d’arresto, poiché era stato surclassato da altri materiali da costruzione più “moderni”, cioè quelli derivanti dalla produzione industriale.
Con i metodi produttivi moderni si sono potuti creare tanti nuovi materiali che hanno generato una grande offerta, a prezzi decisamente più contenuti e dalle prestazioni, in qualche caso, anche molto buone, vicine a quelle del cotto – basti pensare al suo omologo industriale, il klinker.
Questi prodotti hanno subito fatto presa sul mercato, in quanto più economici e facili da gestire: si producono molto velocemente, altrettanto velocemente si distribuiscono e si vendono.
In fin dei conti, se scegliamo per il nostro pavimento delle comuni piastrelle con dei motivi magari di tendenza ma che nel giro di qualche anno cominciano ad essere fuori luogo, stonate, poco male, la loro sostituzione comporta sempre una spesa, ma contenuta, affrontabile e che continua ad alimentare un’industria che produce in serie articoli destinati ad una vita veloce e breve.

Con il cotto non funziona esattamente così: il cotto è un materiale di pregio, molto resistente e dal fascino senza tempo. È capace di attraversare i secoli e le mode – in fatto di architettura e arredamento – e rimanere sempre protagonista, con il suo valore invariato, anzi, semmai aumentato.

salone

Ma anche quando si parla di cotto si deve essere precisi, perché il cotto vero e proprio, quello di più alta qualità, è quello tradizionale, artigianale, totalmente realizzato a mano, secondo l’antica tradizione.
Negli ultimi anni si è fatta un po’ di confusione fra il cotto vero e i vari prodotti industriali che sono stati ideati per sostituirlo, avvicinandosi però quanto più possibile all’estetica originale.
Sì perché del cotto è stato detto di tutto: che costi troppo, che richieda troppa manutenzione, che non sia di moda, che vada bene solo per spazi rustici, che richiami solo l’edilizia povera contadina e chi più ne ha più ne metta.
Andando però a guardare bene i fatti, una parte dell’industria che ha tanto denigrato il cotto non ha fatto altro che cercare di imitarlo il più possibile, di riprodurlo al meglio, nelle sue forme, nelle sue essenze, anche nelle sue tipiche imperfezioni. Perché forse, in fondo, al di là dei difetti che gli sono stati affibbiati, invece forse il cotto ha tantissimi pregi e qualità da imitare, in primis la sua bellezza ed originalità, che nessuna macchina potrà mai riprodurre.
Questo voler imitare il cotto vero ha portato a far chiamare indistintamente “cotto” anche tutta una serie di prodotti che sono decisamente diversi dal cotto.


I materiali che somigliano al cotto


Il materiale che più di tutti è ritenuto vicino al cotto artigianale è quello industriale. Riproduce in tutto e per tutto l’aspetto del cotto naturale.
L’impatto visivo che offre è molto simile a quello originale, anche se, ad uno sguardo attento, si potrà notare che una superficie rivestita in cotto industriale è forse troppo uniforme: i singoli pezzi troppo uguali fra loro, la superficie è perfettamente liscia ed il colore molto omogeneo.
Anche se di alta qualità, il cotto industriale manca di quella vitalità tipica del cotto naturale, i cui pezzi sono tutti differenti gli uni dagli altri, sia nel colore che sulla superficie.
Il cotto industriale può comunque essere una valida alternativa al cotto naturale se si vuole mantenere un budget più basso: i prezzi del cotto industriale sono di fascia piuttosto bassa, anche meno della metà del cotto artigianale.

È una scelta che molto spesso viene fatta soprattutto per gli ambienti esterni, cioè quando si pensa che ci sia bisogno di un materiale che non necessiti di manutenzione particolare e che resista bene agli agenti atmosferici.

klinker

È comune pensare che il cotto industriale possa sostituirsi a quello naturale in questi frangenti, ma la realtà è tutt’altra: il cotto naturale è, fra tutti i materiali da costruzione, quello che meglio si adatta alla vita esterna. È esso stesso fatto di soli elementi naturali al 100% - acqua e argilla – e la sua essiccazione e cottura sono estremamente lente. Questo fa sì che il manufatto che ne deriva è molto resistente ad ogni condizione climatica, sia al caldo estremo che al gelo – è infatti ingelivo e quindi antiscivolo – che all’umidità – è antimuschio. Resiste bene agli sbalzi termici, come anche alle sollecitazioni meccaniche, grazie alla sua elasticità ed alla sua porosità, attraverso la quale respira.
Di certo un cotto industriale non ha tutte queste caratteristiche e viene comunque spesso preferito per l’esterno. Anzi: non potendo garantire di essere antiscivolo, ad esempio, viene sottoposto a trattamenti chimici per poterlo diventare.

Quindi attenzione: anche se viene comunemente definito cotto, non è il vero cotto naturale.
Per distinguerlo dovete osservarlo bene, sia sulla superficie che, se ce n’è modo, sotto: proprio nella parte inferiore di ogni singolo pezzo si vede se ci sono le striature della lavorazione a mano o se ci sono i segni degli stampi industriali o dell’estrusore.
Altro indice di originalità è sicuramente il prezzo: se state cercando il vero cotto, diffidate del cotto a 10 euro; non è un’offerta irrinunciabile, è solo cotto industriale.

Un altro materiale che può imitare perfettamente il cotto naturale è il gres porcellanato, un materiale a pasta compatta, dura e non porosa.
Il meccanismo di produzione del gres porcellanato è diverso da quello sia del cotto artigianale che del cotto industriale. Se gli ingredienti di base di questi ultimi sono solo argilla e acqua, nel caso del gres porcellanato si tratta di una miscela più complessa, che subisce anche una lavorazione più lunga.
La miscela di base è composta da argille, feldspati, caolini e sabbia che vengono prima macinate e poi finemente atomizzate fino ad ottenere una polvere finissima e omogenea, adatta per la pressatura. Dopo essere stata pressata, la miscela viene fatta essiccare, in modo da perdere la sua naturale umidità e cotta in enormi forni industriali, alla temperatura di circa 1200°C per un’ora circa.
Il prodotto che esce da questa lavorazione è resistente e quasi del tutto impermeabile a sporco, acidi e acqua, quindi è utilizzabile sia per ambienti interni che per esterni.
Se nel caso del cotto industriale è più facile che venga scelto per l’esterno, il gres porcellanato, in questi ultimi anni, è stato il protagonista indiscusso delle pavimentazioni e dei rivestimenti interni.

piastrelle

Dobbiamo riconoscere al gres la grandissima versatilità e praticità. Lo si può trovare di tutte le forme, di tutti i colori e in tutti i formati speciali – battiscopa, gradini, ecc.
È il materiale perfetto per lo stile di vita che abbiamo oggi: è veloce da produrre, da vendere, da posare e facile da manutenere e pulire. Risponde quindi perfettamente a tutte le esigenze del mercato, sia dalla parte di chi produce, sia dalla parte di chi compra.
Non abbiamo ancora visto quanto costa mediamente il gres porcellanato. Fare una media, in questo caso, non è molto facile, perché quando si parla di gres porcellanato si parla di un prodotto che si può presentare in tante forme, colori, finiture e spessori e tutti questi fattori fanno oscillare i prezzi. Inoltre si deve considerare se si tratta di gres porcellanato di prima, seconda, terza o anche quarta scelta e fra la prima e l’ultima dello stesso prodotto può esserci un’enorme differenza.
Potremmo azzardare una cifra media, che si aggira intorno ai 25 euro al metro quadrato, ottenuta calcolando sia i gres in finiture speciali, come ad esempio il gres porcellanato effetto pietra o parquet che costa più o meno fra le 35 e le 40 euro al metro quadrato, un gres porcellanato economico di seconda scelta da 10/13 euro al metro quadrato e un gres di terza scelta da 8/9 euro al metro quadrato.

È questo un altro grande vantaggio del gres porcellanato e motivo del suo grande successo di questi ultimi anni: oltre ad essere disponibile in tantissimi formati, misure e finiture e pratico da vivere, le sue fasce di prezzo sono talmente varie da accontentare quasi tutte le esigenze di mercato.
Dicevamo inizialmente che esistono intere gamme di gres porcellanato che imitano perfettamente il cotto naturale, nei colori, nelle forme e persino nelle finiture.
Ma allora come si fa a riconoscere un pavimento in cotto naturale da uno in gres porcellanato effetto cotto?
Anche in questo caso vale lo stesso discorso fatto per il cotto industriale: ad un primo colpo d’occhio, soprattutto chi non lo conosce bene, lo potrebbe anche scambiare per cotto naturale. Ma ad un esame più attento, si vede comunque una certa differenza: i colori, anche se perfettamente imitati, non sono vibranti e caldi come quelli naturali; i segni che devono imitare le piccole imperfezioni del cotto vero hanno un aspetto del tutto diverso da quelle reali; il gres porcellanato, rispetto al cotto naturale, ha un aspetto più lucido e luminoso.


Il cotto artigianale


Ma anche nell’ambito delle produzioni artigianali dobbiamo riconoscere che non tutto il cotto è cotto di alta qualità.
La qualità del cotto naturale artigianale è determinata da tantissimi fattori: dalle materie prime di cui è composto, dal processo di lavorazione – dall’impasto alla cottura – dalle conoscenze e dall’esperienza degli artigiani produttori.
In Italia la produzione del cotto è un’attività artigianale che fa parte della storia e dell’economia del Paese da secoli. Ci sono zone e regioni in cui questa tradizione è particolarmente sentita e viva, proprio come qui da noi, in Centro Italia, sulle colline a cavallo fra Umbria e Toscana.
In queste zone è la natura a fornire una materia prima di altissima qualità che l’uomo ha saputo sapientemente sfruttare dall’alba dei tempi.


argilla

Anche noi di Maestri del Cotto ci affidiamo a questa ricca e generosa natura per approvvigionarci delle migliori argille di profondità, sia dai territori umbri che da quelli toscani. Utilizziamo unicamente acqua purissima di sorgente per miscelare le argille e la forza naturale del vento per farlo essiccare lentamente.

Tutte le fasi della lavorazione vengono realizzate a mano, seguendo un metodo antichissimo risalente all’epoca etrusca. L’impasto viene immesso e battuto in ogni singolo stampo a mano.
Dopo l’essiccazione, i pezzi vengono cotti in un forno alimentato a legna di castagno. La cottura è lentissima: il forno impiega ben 5 giorni per raggiungere temperature che superano i 1000°C.
La lavorazione del cotto naturale è quindi ben più lenta rispetto alla produzione industriale e richiede una dedizione costante, dall’inizio alla fine, dalla ricerca delle migliori argille alla cura costante del fuoco e dei forni.

Solo seguendo tutte le fasi con scrupolosa attenzione e con grande passione, si può ottenere un cotto di alta qualità.Per chi compra, però, non è così facile avere accesso a tutte queste informazioni: chi si affida a Maestri del Cotto può ricevere qualsiasi tipo di informazione, può anche vedere con i propri occhi cosa significhi produrre il cotto. La vendita dei nostri prodotti, infatti, avviene esclusivamente presso la nostra fornace, senza intermediari: questo ci permette in primis di offrire prezzi competitivi, visto che bypassiamo tutti i ricarichi generati durante la distribuzione e poi permette ai nostri clienti di vedere con i propri occhi il cotto dalle sue origini alla cottura.

Per chi non ha questa possibilità, come può fare a riconoscere un vero cotto naturale di qualità?
Il vero cotto naturale deve presentare delle caratteristiche specifiche, da individuare sia visivamente che al tatto che persino all’udito.

Cominciamo con l’esame visivo: il vero cotto naturale artigianale, innanzitutto, è composto di pezzi unici. Non deve esserci un pezzo uguale ad un altro. Deve presentare, sulla sua superficie, delle piccole irregolarità, che sono il frutto della lavorazione artigianale: la stesura e la battitura effettuata con le mani, per quanto fatta da espertissimi artigiani, non garantirà mai un prodotto liscio ed omogeneo come quelli realizzati delle macchine.

cotto

Stesso discorso vale per i bordi dei pezzi: se non sono perfettamente dritti ed integri è per lo stesso motivo di prima, sono fatti a mano uno per uno e le differenze millimetriche sono la normalità. Questo discorso vale anche per gli spessori: è normale che, non presentando una superficie regolarissima, anche lo spessore di ogni singolo pezzo può variare. È questa la maggiore sfida di chi posa i pavimenti in cotto: deve saper armonizzare tutte queste piccole differenze e particolarità.

Se avete modo di tenere in mano un pezzo di cotto, giratelo sottosopra e osservatene la parte inferiore: il vero cotto fatto a mano di qualità presenta delle striature, tipiche del passaggio delle mani dell’uomo.
Veniamo al colore: sulle tonalità non possiamo dare indicazioni specifiche, perché dipendono dalla composizione dell’argilla. Ogni zona d’Italia è geologicamente diversa dall’altra, quindi anche le argille saranno diverse fra loro; dunque lo è anche il cotto che vi si produce. Per fare un esempio vicino, che ci riguarda: il cotto toscano presenta un colore che tende al rosato, quello umbro è leggermente tendente al giallino.

Quindi dal colore non possiamo desumere se il cotto possa essere di qualità o meno.
Ma lo possiamo capire dal calore che il cotto emana: i colori 100% naturali, ottenuti con argille 100% naturali, sono i colori caldi della natura, vibranti e vivi, che non sono mai statici e uniformi. Mettendo dei pezzi in sequenza vicini fra loro si deve vedere questo effetto di materiale vivo, cosa che non succede con i prodotti industriali e con il cotto la cui composizione non è pura.

Passiamo ad esaminare il cotto con le nostre mani, con il tatto: se si ha modo di toccare il cotto con mano si devono percepire determinate sensazioni. Quando si soppesa un pezzo in cotto, per esempio una tradizionale pianella, se ne deve percepire la solidità, la compattezza, ma allo stesso tempo l’elasticità e la leggerezza date dalla sua porosità.

È vero, sembra una contraddizione, ma invece è proprio così: il vero cotto di qualità esprime contemporaneamente solidità e leggerezza.

C’è infine un ultimo esame da effettuare per capire se stiamo maneggiando un cotto di qualità, l’esame uditivo: il vero cotto di qualità deve avere un suono metallico.
Questo particolare suono è dovuto alla sua composizione ed alla cottura: i pezzi vengono cotti molto lentamente, le fiamme dei forni hanno una progressione molto lenta ed invadono i pezzi, donandogli le sue tipiche sfumature cromatiche uniche e questo particolare suono metallico.
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