Coppi in terracotta
Cosa sono e come usarli

Il coppo in terracotta è il materiale da copertura più diffuso in Italia: i tetti delle nostre case sono quasi tutti rivestiti di coppi.

La storia
Le sue origini e la sua storia sono antichissime: il coppo era largamente e comunemente usato dagli antichi romani, ma era già conosciuto anche da greci ed etruschi. La diffusione dell’uso dei coppi riguardava soprattutto l’Europa meridionale e tutto il bacino del Mediterraneo, compreso il mondo arabo.

La forma
A prima vista il coppo appare come una porzione di un cilindro in terracotta, ma ad una più attenta osservazione si noterà che la sua silhouette tende a restringersi verso l’alto: è quindi più una porzione di un tronco di cono.

Le dimensioni
Le dimensioni tipiche di un coppo in terracotta sono leggermente variabili, in base alle diverse tradizioni produttive delle varie regioni del Paese. Nonostante tutto, però, il coppo ha una misura media, che possiamo considerare standard, che va dai 45 ai 50 cm per la lunghezza e dai 13 ai 20 cm per la larghezza.

La produzione
La produzione tradizionale dei coppi in terracotta è naturalmente quella artigianale, ovvero quella che prevede una lavorazione del tutto manuale di ogni singolo pezzo, proprio come avveniva nell’antichità.
Nelle nostre zone, al centro dell’Italia, la produzione artigianale di coppi e di tutti i materiali da costruzione in terracotta, a partire dai mattoni, è molto diffusa sin dall’antichità. Lo testimoniano le numerose fornaci tutt’ora attive sul territorio.
Ovviamente, al giorno d’oggi, è molto vasta anche la produzione di coppi in terracotta anche con procedimenti industriali.
In ogni caso, si possono trovare in commercio coppi di diversi colori, in base al tipo di argilla o al mix di argille utilizzate per la produzione e anche con diverse finiture: particolarmente apprezzati sono i coppi che simulano l’aspetto invecchiato.

Come si usano
Il coppo viene utilizzato per la copertura di tetti a falda, tradizionalmente in due diverse possibili disposizioni:
• quella che prevede file parallele alterne, concave e convesse, di coppi, che è diffusa principalmente nell'Italia meridionale e che a volte prende la definizione di "alla diavola";
• la disposizione alternata con gli embrici, le tegole piane, diffusa principalmente nell'Italia centrale e che a volte prende la definizione di "alla romana" o alla "fiorentina". In effetti, in Toscana, è tradizionalmente la tecnica in assolto più utilizzata per la realizzazione delle coperture.

tetti

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